Bari, capoluogo
della Puglia, si trova sulla sponda del mar Adriatico,
quasi a metà del lungo tratto di costa della
regione prospiciente l' Illiria.
E' una città cresciuta a ondate. Sino alla
fine del '700 è stata quasi tutta contenuta
nell'ambito di quella che oggi viene chiamata Bari
Vecchia: una penisoletta che diverse tracce attestano
cominciasse ad essere abitata sin dall'età
del Bronzo e poi via via fu romana (municipium Barium),
bizantina (negli ultimi decenni del X sec. fu sede
del Catapano, il funzionario imperiale dei territori
bizantini nell'Italia Meridionale), longobarda, normanna,
sveva (Federico II ne confermò il ruolo egemone
nei confronti delle altre realtà urbane della
Puglia), angioina, aragonese. Nuove case venivano
costruite dove c'erano spazi liberi, strade o giardini,
oppure il tessuto già fitto veniva sfondato
per far posto a un palazzo, a una nuova chiesa e tutta
la zona intorno si risistemava di conseguenza. Nuove
case nascevano dall'allineamnto di vecchie abitazioni
o nuove case inghiottivano vecchi vicoli, piazzette
e corti.
Così gli abitanti, pescatori, artigiani, grossi
e piccoli mercanti, in continua crescita anche per
l'immissione di piccole comunità di veneziani,
amalfitani, armeni, milanesi riuscirono a stiparsi
per secoli in quel breve spazio, organizzato intorno
ai poli principali del Castello, della chiesa di S.Nicola,
della chiesa di S.Gregorio, della Cattedrale di S.
Sabino, della Piazza Mercantile, difesi dal mare da
una muraglia fortificata, a strapiombo sugli scogli,
che girava tutto intorno, tranne nell'ansa del Porto
Vecchio, dove oggi convivono barche di pescatori,
alcuni circoli velici e un saporoso e pittoresco mercato
di pesce spesso appena pescato.
Alle spalle, sulla terraferma si stendevano vigne
e ulivi.
Poi, sulla penisoletta, i baresi non ci potettero
stare più e nacque, in epoca napoleonica, il
borgo murattiano. Fu Gioacchino Murat, infatti, nel
1813 a dare il via alla città nuova, una città
programmaticamente razionale che opponeva il proprio
rigido schema a scacchiera a quell' intreccio indecifrabile
e fantasioso di tortuosi vicoli e di muri accavallati
che era la città vecchia.
Un' imponente arteria, l'odierno Corso Vittorio Emanuele,
sancisce la netta divisione tra il nucleo medioevale
e la maglia urbana delle costruzioni ottocentesche,
oggi quasi del tutto sostituite da un'edilizia moderna,
meno fascinosa ma più aderente al ruolo-guida
assunto dal capoluogo regionale nei confronti della
Puglia e di un più vasto entroterra meridionale